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Non è sempre una questione di superiorità assoluta, ma di contesto applicativo.

Punti di forza

Spessore minimo:
Ideali dove non c’è spazio per 10-15 cm di cappotto classico (ad es: isolamento dall’interno, sottotetti o dove vi è problema di spessore)

  • Gestione del vapore:
    Alcuni termoriflettenti operano come barriera al vapore, isolando la struttura dall’umidità interna; altre versioni sono invece traspiranti, progettate per favorire lo smaltimento delle condense interstiziali formatesi nei cicli stagionali, garantendo così la salubrità dell’intero pacchetto isolante.
  • Efficacia estiva:
    Data la loro bassa emissività riflettono la radiazione solare mantenendo fresca la copertura o la massa muraria, risultando imbattibili contro il surriscaldamento estivo.
  • Il superamento del limite dell’intercapedine:
    In passato, per funzionare efficacemente come “specchi termici”, gli isolanti riflettenti richiedevano necessariamente una camera d’aria di almeno 2cm su entrambi i lati.
    Tuttavia, a partire dal 2012, con l’introduzione della norma UNI EN 16012 e delle successive regolamentazioni sulla certificazione della resistenza termica, lo scenario è cambiato.
    I moderni prodotti multistrato sono oggi progettati per essere installati anche con una sola intercapedine o, in determinati contesti, direttamente in aderenza (senza intercapedini), mantenendo elevate prestazioni certificate.
  • Meglio soli o accompagnati?

    In molti casi, la soluzione più performante oggi è senz’altro il sistema ibrido