Questa categoria di prodotti comprende accessori specifici per la ventilazione delle falde delle coperture. Essi possono variare nella dimensione e nelle quote secondo il capitolato di progettazione.
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La ventilazione del tetto è spesso un eroe invisibile: non la vedi, ma la sua assenza può causare danni strutturali costosi e compromettere il comfort di chi vive in casa.
Fondamentalmente, serve a creare un flusso d’aria costante che regola la temperatura e l’umidità nel sottotetto.

1- Controllo della condensa e dell’umidità d’inverno

Nelle coperture l’aria calda è carica di vapore proveniente dall’interno dell’abitazione (nelle coperture in legno), in aggiunta con quella proveniente dagli spazi tra i pannelli di isolamento e da quella tra le tegole e l’isolante, si scontra con la superficie inferiore delle tegole, che è molto fredda.
Lì il vapore raggiunge il punto di rugiada e si trasforma in acqua (condensazione) e, se il sottotetto non è ventilato, questa umidità si deposita sulle superfici fredde (isolante, teli traspiranti e tegole).

Conseguenze

  • Formazione di muffe sulla struttura lignea
  • Degrado degli isolanti
  • Sfaldamento delle tegole
  • Perdita di traspirabilità dei teli di copertura

Se non c’è ventilazione, il sottotegola diventa una trappola di umidità che distrugge il materiale dall’interno.

Il meccanismo dello sfaldamento (criofratturazione)

  • Assorbimento: la condensa viene assorbita per capillarità. La tegola si imbeve d’acqua.
  • Saturazione: la tegola non riesce mai ad asciugarsi completamente.
  • Espansione del ghiaccio: l’acqua ghiacciando aumenta di volume.
  • Rottura: la pressione interna supera la resistenza del materiale.

Conseguenze estetiche e strutturali

  • Sfoliazione o sfaldamento
  • Imbarcamento
  • Polverizzazione

2- Controllo del surriscaldamento estivo delle coperture

Un tetto che scotta troppo in estate subisce uno stress termico enorme e un degrado accelerato. Senza ventilazione, le temperature sotto le tegole possono superare i 70°C.

Conseguenze:

  • Le guaine: e le membrane sono progettate per essere flessibili. Questa elasticità è data da polimeri e oli che, sotto l’azione di temperature estreme (senza ventilazione), evaporano o si degradano chimicamente. La guaina si “secca”, perde la sua capacità di assecondare i piccoli movimenti strutturali del tetto e diventa fragile come vetro. Al primo assestamento, si crepa. Il calore eccessivo non attacca solo il “corpo” della guaina, ma anche l’adesività dei giunti sui sormonti. Senza ventilazione (raffrescamento delle falde), le giunzioni tendono a scollarsi (delaminazione). Una volta che la tenuta all’aria e all’acqua è compromessa nei punti di giunzione, l’intero sistema di isolamento termico decade, poiché l’umidità penetra direttamente nello strato isolante (lana di roccia, fibra di legno, ecc.), annullandone il potere coibente.
  • Le membrane traspiranti: funzionano grazie a micro-pori che lasciano passare il vapore ma non l’acqua liquida. Se la condensa ristagna costantemente (perché non c’è aria che la porta via), si possono formare depositi salini o micro-muffe sulla superficie della membrana. Questi depositi “tappano” la membrana. Il risultato è paradossale: il materiale che doveva far traspirare il tetto d’inverno diventa un muro impermeabile al vapore, intrappolando l’umidità nel pacchetto isolante o nel legno. Per lo stesso motivo delle guaine anche sui teli a causa del surriscaldamento le giunzioni dei sormonti con i nastri tendono a scollarsi compromettendo la tenuta all’aria e all’acqua e l’intero sistema di isolamento termico, poiché anche in questo caso l’umidità penetra direttamente nello strato isolante (lana di roccia, fibra di legno, ecc.), annullandone il potere coibente.

Conseguenze sulle guaine

  • Perdita di elasticità
  • Fragilità e crepe
  • Delaminazione delle giunzioni
  • Ingresso di umidità nell’isolante

Conseguenze sulle membrane traspiranti

  • Ostruzione dei micropori
  • Perdita della traspirabilità
  • Scollamento dei sormonti
  • Compromissione dell’isolamento termico

Perché la ventilazione risolve il problema?

La lama d’aria che circola sotto il manto di copertura svolge la funzione di asciugatore continuo. Anche se la condensa si forma (cosa che, come dici bene, è inevitabile per l’escursione termica giorno/notte), il passaggio dell’aria la rimuove prima che la tegola abbia il tempo di assorbirla in profondità.
In pratica, un tetto ventilato mantiene la tegola “asciutta nel cuore”, rendendola immune all’azione distruttiva del ghiaccio.
Il sistema si basa sul principio della convenzione naturale (effetto camino):

  • Ingresso: Per effetto del surriscaldamento delle tegole dato dal Sole si crea il moto convettivo dell’aria sotto le tegole, pertanto l’aria entra dalla linea di gronda del tetto e sale verso il colmo.
  • Uscita: Per effetto del moto convettivo dell’aria calda sotto le tegole, essendo più leggera sale e viene espulsa dal colmo.
  • In sintesi: Il principio di funzionamento della ventilazione è l’effetto camino; il moto convettivo dell’aria, quindi, sotto le tegole, ventila il tetto e lo fa respirare. È un investimento che si ripaga da solo, prevenendo riparazioni strutturali e mantenendo efficiente il sistema d’isolamento e di traspirabilità della copertura.

Un tetto ventilato mantiene la tegola asciutta nel cuore, rendendola resistente all’azione del gelo.

Ventilazione per il raffrescamento delle falde di copertura in estate

Prevede che il listello di ventilazione non sia meno di 5cm.
Questo tipo di ventilazione aiuta a ridurre il calore accumulato sotto il tetto durante i mesi estivi.
Utilizzando sistemi di ventilazione adeguati, si può migliorare il comfort interno e ridurre il carico sul sistema di condizionamento dell’aria, come previsto dalla Norma PREN-UNI 13790, che calcola il fabbisogno energetico di raffrescamento e riscaldamento ad uso abitativo e fissa al 10% il limite massimo di ore oltre la temperatura di 25°C / 26°C.

Ventilazione per lo smaltimento delle eventuali condense sottogola stagionali

Prevede che il listello di ventilazione sia di almeno 4cm.
Questo tipo di ventilazione è fondamentale per prevenire l’accumulo di umidità sotto le tegole, che può causare danni strutturali e problemi di muffa. È particolarmente importante in climi freddi o umidi, dove la condensa può formarsi facilmente e per convalidare la garanzia delle tegole che devono essere posate conformemente alla norma UNI 96/60.

Dal momento che le differenze dei 2 tipi di ventilazione si distinguono unicamente per 1cm di spessore del listello è consigliabile da subito optare per un listello da 5cm, in modo tale che si possa garantire sia la durata delle tegole, sia il raffrescamento delle falde d’estate.